In questi giorni si sta svolgendo a Cava de’Tirreni la Societing Summer School sul tema “New Media, New Mediterranean”, ovvero su come la diffusione di massa degli strumenti digitali stia modificando lo scenario politico e sociale.
Tanti gli ospiti illustri da John Grant, autore di Green Marketing Manifesto e di Co-Opportunity agli amici de Lo Spazio della Politica (tutto il programma qui).
Sarà stato il caldo di questi giorni, ma purtroppo mi sono incasinato col programma e non sono riuscito a tenere il mio intervento come avrei voluto. Tuttavia, dal momento che ho fatto queste slide, le condivido con voi cercando di spiegare il mio punto di vista in questo breve post.
Durante il mio percorso di ricerca iniziato in università con Alberto Melucci mi sono trovato a studiare i “nuovi movimenti sociali”, quelli nati dagli anni ’60, che difficilmente potevano essere ricondotti alle teorie sociologiche dei movimenti sociali precedenti.
I nuovi movimenti, tra cui quello ecologista, femminista – ma anche quello hip-hop oggetto della mia tesi – ecc.. non rivendicavano infatti un vero cambiamento politico ma esprimevano il loro effetto di cambiamento della società grazie a delle pratiche di vita.
Poi come sapete ho iniziato ad occuparmi di marketing e di marche e ho intravisto nelle pratiche dei brand attuali un potenziale di azione e cambiamento tipico dei nuovi movimenti sociali.
Se ci pensate, gli strumenti che hanno abilitato le rivoluzioni in nord Africa sono brand: Twitter, Facebook, YouTube, i nuovi miti del nostro tempo. Possiedono infatti un’energia che va al di là del semplice “valore d’uso”. E’ quello che chiamo “valore spirituale”. Non ce la faccio a spiegare qui esattamente cosa voglio dire. Ma sappiate che da oggi la mia definizione di brand sarà questa:
“Brand is a soul maker”
La marca oggi infatti si sostituisce ai vecchi contenitori di senso (famiglia, stato, religione) diventando un mediatore simbolico tra le persone e i loro progetti di esistenziali. I nuovi brand parleranno all’anima.
In tutto questo, le emozioni diventano il fulcro di tutto. Libere di muoversi nella twittersfera, riusciamo a visualizzarle negli #hashtag che le condensano per un istante, dandoci conto della loro tremenda forza di cambiamento.
Revolution is social sharing of emotions. Vi piace come idea?
ecco qui le slide e segui la Summer School su Twitter qui.

